Giornale dei Carabinieri. Pubblicità ingannevole e pratica commerciale scorretta?

Di Valerio Mattioli

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha pubblicato sul bollettino nr. 6 del 27 febbraio 2012, pag 74, il provvedimento nr. 23255 on il quale ha irrogato alla società Main Force S.r.l. editrice del Giornale dei Carabinieri la sanzione amministrativa pecuniaria di € 10.000 (diecimila), ritenendo che

«che i messaggi pubblicitari descritti al punto II del presente provvedimento, diffusi dalla società Main Force S.r.l., costituiscono, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pubblicità ingannevole ai sensi degli artt. 1, 2 e 3 del Decreto Legislativo n. 145/07, e una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20 e 21 del Codice del Consumo, vietando l’ulteriore diffusione in futuro di messaggi e pratiche commerciali di contenuto analogo»

Ritenendo quindi di contribuire a scoraggiare ulteriormente la presunta pubblicità ingannevole e la pratica commerciale scorretta operata, secondo l’Autorità,  dalla società Main Fore S.r.l., si riporta, qui di seguito, l’intero provvedimento di che trattasi.

PUBBLICITA' INGANNEVOLE E COMPARATIVA
PB654 - GIORNALE DEI CARABINIERI

Provvedimento n. 23255


L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 31 gennaio 2012;


SENTITO il Relatore Dottor Salvatore Rebecchini;


VISTA la Parte II, Titolo III, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante “Codice del Consumo” e successive modificazioni (di seguito, Codice del Consumo);


VISTO il Decreto Legislativo 2 agosto 2007, n. 145, recante “Attuazione dell’articolo 14 della direttiva 2005/29/CE che modifica la direttiva 84/450/CEE sulla pubblicità ingannevole” (di seguito, Decreto);


VISTO il “Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa illecita” e il “Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pratiche commerciali scorrette” (di seguito, Regolamenti), adottati dall’Autorità con delibere del 15 novembre 2007;

VISTO il proprio provvedimento del 16 novembre 2011, con il quale, ai sensi dell’art. 7, comma 3, dei Regolamenti, è stata disposta la proroga del termine di conclusione del procedimento, per particolari esigenze istruttorie;
VISTI gli atti del procedimento;


I. LA PARTE
1. Main Force S.r.l. (di seguito, anche “Main Force”), società editrice della testata “Il Giornale dei Carabinieri”, in qualità di operatore pubblicitario ai sensi dell’art. 2, lettera e), del Decreto.
Nell’esercizio 2010 Main Force ha realizzato ricavi per circa 290.000 euro.


2. C.D.E. S.r.l. (di seguito, anche “C.D.E.”), in qualità di operatore pubblicitario ai sensi dell’art. 2, lettera e), del Decreto. La società svolge attività di pubblicazione e divulgazione di periodici e riviste, mediante la raccolta di abbonamenti e spazi pubblicitari.


3. Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in qualità di segnalante.

II. I MESSAGGI PUBBLICITARI


4. Il procedimento concerne la diffusione di una campagna promozionale, tramite internet, volta a promuovere gli abbonamenti alla rivista “Il Giornale dei Carabinieri”, mediante messaggi pubblicitari oscuri e poco trasparenti, in quanto caratterizzati dall’utilizzo di riferimenti suscettibili di lasciar intendere ai destinatari che la suddetta rivista sia riconducibile o comunque collegata all’Arma dei Carabinieri. La stessa denominazione della rivista “Il Giornale dei Carabinieri”, inserita in un contesto di promozione pubblicitaria poco trasparente, rafforza la percezione che si tratta di un prodotto editoriale che proviene o rappresenta l’Arma dei Carabinieri.


III. LE RISULTANZE DEL PROCEDIMENTO


1) L’iter del procedimento


5. In relazione ai messaggi sopra descritti, in data 27 luglio 2011 è stato comunicato alle Parti l’avvio del procedimento istruttorio n. PB654 per possibile violazione degli artt. 1, 2 e 3 del
Decreto.


6. La comunicazione di avvio del procedimento è stata notificata a Main Force e a C.D.E. tramite la Guardia di Finanza in data 19 settembre 2011, contestualmente a una richiesta di informazioni ritenute utili alla valutazione della pratica commerciale in esame.


7. In data 4 novembre 2011 il rappresentante legale di Main Force ha avuto accesso agli atti del fascicolo.


8. In data 16 novembre 2011 l’oggetto del procedimento è stato ampliato anche all’ipotesi di violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, poiché dagli atti del procedimento è emerso che l’attività promozionale contestata è stata rivolta anche ai consumatori e, in pari data, è stata deliberata una proroga del termine di chiusura del procedimento istruttorio.


9. Main Force ha presentato una prima memoria difensiva in data 13 ottobre 2011, contestualmente ad una proposta di impegni, nonché ulteriori memorie in data 4 e 11 novembre 2011. C.D.E. non ha presentato alcuna memoria difensiva.


10. L’Arma dei Carabinieri ha presentato ulteriori informazioni in data 16 novembre 2011.


11. In data 12 dicembre 2011 è stata comunicata alle Parti la data di conclusione della fase istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 1, dei Regolamenti.


2) Le evidenze acquisite
12. Da accertamenti effettuati d’ufficio nelle date 5 e 10 gennaio, 4 e 20 luglio 2011, nella home page del sito internet www.nsd.it, di cui è titolare Main Force, è presente un banner, in cui è riportato “Il Giornale dei Carabinieri – 14 anni di attività – 3000 carabinieri assistiti - sempre più servizi”. Sopra la lettera “o” della parola “Giornale” che compone il titolo della rivista è riportato un elemento grafico che, nell’insieme, ricorda la granata d’oro infiammata da sempre utilizzata sullo stemma dell’Arma dei Carabinieri.

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13. Dall’icona descritta si accede, tramite successivi collegamenti ipertestuali, alla pagina web dedicata a “Il Giornale dei Carabinieri Campagna di adesione 2011” nella quale viene promosso l’abbonamento alla rivista in questione, utilizzando un testo del seguente tenore: “Il 1997 è una data storica per gli appartenenti all'Arma dei Carabinieri. Nasce la prima rivista dedicata ai problemi degli operatori del Comparto Sicurezza e Difesa. E' la svolta. L'informazione è libera, aperta, trasparente.
Con Il Giornale dei Carabinieri, che vanta innumerevoli tentativi di imitazione, si concretizza un nuovo modo di essere militare. Consapevole, partecipativo, più dignitoso. Infatti il periodico non è solo informazione. Ma è anche un progetto di democrazia militare per una migliore condizione di vita professionale e familiare”. In tale pagina web è, inoltre, riportato il seguente testo:
“L’abbonamento, come precisato dall’ufficio legislazione del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, con foglio n. 47/206-12-1993 dcl. 12.07.2002, non richiede autorizzazioni
ministeriali”.
Sotto il titolo “TUTELA” viene indicato che “La legislazione militare impedisce che un carabiniere possa difendersi attraverso sindacati o associazioni, inoltre la rappresentanza militare non è dotata di poteri di difesa, né di strumenti di pressione, per la tutela degli interessi collettivi ed individuali. Per questo motivo, Il Giornale dei Carabinieri ha dato vita al primo ed unico CENTRO SERVIZI INTEGRATI dedicati all’operatore delle Forze dell’ordine e delle Forze Armate ...”. In fondo a tale pagina vi è un modulo interattivo da compilare con il quale è possibile aderire alla rivista e sono riportati i numeri di conto corrente, oltre che le informazioni necessarie per effettuare il pagamento.


14. In ogni pagina del sito internet, così come sulla rivista, è riportato il titolo “Il Giornale dei Carabinieri” sul quale compare, sempre in corrispondenza alla parola “o” di “Giornale”, l’elemento grafico descritto in precedenza che ricorda la granata d’oro infiammata, simbolo utilizzato dall’Arma dei Carabinieri.


15. Dalla documentazione agli atti risulta che Main Force è il gestore delle attività editoriali e commerciali relative alla suddetta rivista in virtù di un contratto di cessione dei diritti di edizione stipulato a febbraio 2008 con il proprietario ed editore. La società risulta inoltre titolare e gestore del descritto sito internet.


16. Da tale documentazione risulta che le copie stampate di tale rivista sono state circa 94.000 nel 2009, 49.000 nel 2010 e 23.500 nel 2011.


3) Le argomentazioni difensive della Parte
17. Nella propria memoria, Main Force ha sottolineato che “Il Giornale dei Carabinieri” è nato nel 1997, per iniziativa di alcuni carabinieri, come organo ufficiale di un’associazione culturale
denominata “UNARMA”, che nel 2000 è stato acquistato dalla scrivente e che nel 2006 è diventato l’organo ufficiale del Comparto Sicurezza e Difesa della UIL pensionati, al cui interno è
rappresentato il Sindacato Nazionale dei Carabinieri in Pensione. Sulla copertina della rivista, infatti, è riportato il logo “Comparto Sicurezza e Difesa della UILP” e in seconda linea il nome della testata. A piè pagina vi sono i loghi dei sindacati dei militari e poliziotti in pensione aderenti alla UIL pensionati.

18. A sua difesa, Main Force ricorda che anche nella busta con cui viene spedita la rivista a chi si vuole abbonare è riportato, a caratteri leggibili, che “Il Giornale dei Carabinieri non è organo
ufficiale dell’Arma e nessuno degli addetti alla vendita appartiene alla Pubblica Amministrazione”.


19. Con riguardo al sito internet, nella memoria di precisa che il banner presente sulla home page riporta informazioni sulla reale attività di Main Force (“Il Giornale dei Carabinieri – 14 anni di
attività – 3000 carabinieri assistiti”), che tutte le altre informazioni riportate sulla pagina web sono veritiere e che non è possibile abbonarsi tramite il sito internet, ma quando un soggetto compila il form in esso riceve documentazione da cui ottiene maggiori informazioni.


20. Quanto al fregio inserito sopra la “o” della denominazione della rivista, ad avviso della parte, benché sia assimilabile a quello dell’Arma non è identificativo dell’Arma, essendo tra l’altro stilizzato. Il richiamo all’Arma è giustificato comunque dal fatto che tale rivista è l’organo ufficiale dei sindacato dei carabinieri in pensione.


21. Infine, la comunicazione pubblicitaria è stata pensata per favorire l’abbonamento dei carabinieri e non dei semplici cittadini.


IV. GLI IMPEGNI PRESENTATI DAL PROFESSIONISTA


22. Main Force, in data 13 ottobre 2011, ha presentato i seguenti impegni.


23. Modifica della prima di copertina della rivista con:


eliminazione della granata con la fiamma sopra la “o” della parola “Giornale”,


maggiore evidenza della frase “Comparto di Sicurezza e difesa Uilp e del sindacato nazionale dei
carabinieri in pensione”,


utilizzo di un carattere più piccolo per la denominazione “Il Giornale dei Carabinieri”,


inserimento sotto alla denominazione della rivista della dicitura “organo indipendente”.


24. Modifica del banner riportato sulla home page del sito internet con l’inserimento della frase “organo che non appartiene all’Arma dei Carabinieri”.


25. Con riguardo al primo impegno, come risulta da una versione attualmente in diffusione della rivista agli atti del procedimento, le modifiche sono già state apportate da Main Force.


26. Con riguardo al secondo impegno, come risulta da una verifica del sito internet effettuata in data 13 gennaio 2012, è stata modificata l’informazione riportata sul banner presente sulla home page, con l’introduzione del seguente testo “Main Force Centro Servizi Integrati” e l’aggiunta, a intermittenza, di ulteriori informazioni sul centro servizi integrati.


27. Da tale verifica è risultato altresì che, nella versione attualmente in diffusione della pagina web contestata, è rimasto inalterato il testo descritto in precedenza, con l’aggiunta della frase, a metà del testo stesso: “Il Giornale dei Carabinieri non è organo ufficiale dell’Arma dei carabinieri, ne appartiene alla pubblica amministrazione”. Inoltre, in ogni pagina del sito internet che riporta il titolo della rivista, sopra la “o” della parola “Giornale”, è rimasto invariato il simbolo della granata
con la fiamma. Tale simbolo è riportato, peraltro, anche sulle buste utilizzate per la spedizione della rivista e sulla corrispondenza.

V. PARERE DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

28. Poiché il messaggio pubblicitario oggetto del presente provvedimento è stato diffuso anche a mezzo internet, in data 11 gennaio 2012, è stato richiesto il parere all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ai sensi dell’art. 8, comma 6, del Decreto e dell’art. 27, comma 6, del Codice del Consumo.


29. La suddetta Autorità ha espresso il proprio parere, pervenuto in data 26 gennaio 2011, ritenendo che il messaggio pubblicitario in questione è in violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, nonché degli articoli 1, 2 e 3 del Decreto Legislativo n. 145/07, per le seguenti ragioni:


le modalità promozionali poco trasparenti e ingannevoli con le quali sono offerti, a imprese e a soggetti privati, gli abbonamenti alla rivista “Il Giornale dei Carabinieri” sono idonee ad ingenerare nei destinatari l’erroneo convincimento che detta rivista rappresenti un prodotto editoriale di diretta emanazione dell’Arma dei Carabinieri;


la pratica commerciale in oggetto, sfruttando a fini commerciali la credibilità e affidabilità che siffatto accreditamento può esercitare, condiziona in maniera indebita la libertà di scelta o di
comportamento dei destinatari in relazione al servizio di abbonamento promosso alla suddetta rivista.

VI. VALUTAZIONI CONCLUSIVE

30. Destinatario del presente provvedimento deve essere considerata la società Main Force, in quanto editore della rivista “Il Giornale dei Carabinieri” e responsabile del sito internet www.nds.it.


31. Ai sensi dell’art. 21, comma 2, del Decreto Legislativo n. 206/05, una pratica commerciale è considerata ingannevole se “nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, induce o è idonea ad indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbe preso e comporti: a) una qualsivoglia attività di commercializzazione del prodotto che ingenera confusione con i prodotti, i marchi, la
denominazione sociale e altri segni distintivi di un concorrente, […]”. Nel caso di specie, la pratica commerciale oggetto di valutazione si sostanzia nella condotta posta in essere da Main
Force, consistente nella diffusione, sul suddetto sito internet, di informazioni che, nel loro complesso, lasciano intendere ai destinatari che la rivista “Il Giornale dei Carabinieri” sia riconducibile o comunque collegata all’Arma dei Carabinieri. Al riguardo, l’insieme delle informazioni riportate sulla pagina web dedicata alla campagna abbonamenti, seppur veritiere, nella loro presentazione complessiva - la denominazione sociale e il segno distintivo - sono idonee a indurre in errore i destinatari circa l’organismo rappresentato o da cui proviene la rivista commercializzata. In tale pagina web sono, inoltre, presenti diversi richiami all’Arma dei Carabinieri e viene citato un documento proveniente dall’Ufficio Legislazione del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri relativo all’abbonamento alla rivista, i quali, in assenza di ulteriori informazioni che dichiarino l’estraneità del periodico all’Arma dei Carabinieri, tendono a rafforzare l’idea di una qualche forma di collegamento. 
Al riguardo, la percezione che si tratti di una rivista proveniente dall’Arma è, del resto, confermata dalle numerose denunce agli atti del procedimento.

32. Anche il titolo della testata “Il Giornale dei Carabinieri”, inserito in un contesto di promozione pubblicitaria poco trasparente, contribuisce ad assumere valenza ingannatoria circa la reale provenienza del prodotto editoriale, in quanto avvalora l’idea che si tratti di una rivista esponenziale dell’Arma dei Carabinieri.


33. Non appare condivisibile quanto sostenuto da Main Force circa il fatto che la rivista in questione sia destinata ai carabinieri e non ai semplici cittadini. Al riguardo, è appena il caso di ricordare che il segnalante è la stessa Arma dei Carabinieri, per conto di una congruo numero di imprese e di consumatori, i quali lamentano di essere stati indotti in errore circa la provenienza di tale rivista.


34. Né sana il profilo d’ingannevolezza contestato la circostanza che non sia possibile abbonarsi tramite il sito, ma solo dopo avere ricevuto documentazione da cui ottenere maggiori informazioni.
Infatti, secondo un costante orientamento del TAR: “la completezza e la veridicità di un messaggio pubblicitario va verificata nell’ambito dello stesso contesto di comunicazione commerciale e non già sulla base di ulteriori informazioni che l’operatore pubblicitario renda disponibili solo a “contatto”, e quindi ad effetto promozionale già avvenuto”. Inoltre, sulla busta utilizzata da Main Force per la corrispondenza con i potenziali abbonati è riportato il logo contestato e non risulta
particolarmente trasparente la frase su di essa riportata: “Il Giornale dei Carabinieri non è organo ufficiale dell’Arma e nessuno degli addetti alla vendita appartiene alla pubblica
amministrazione”.


35. Sulla base delle precedenti osservazioni, si ritiene che gli impegni proposti dal professionista nel corso del procedimento non possano essere accolti, in quanto risultano inidonei a rimuovere i profili di scorrettezza contestati nella comunicazione di avvio del procedimento. Infatti, tali impegni sono limitati all’eliminazione, dal titolo della rivista, del simbolo che ricorda la granata d’oro infiammata dell’Arma dei Carabinieri, simbolo che tuttavia è rimasto sulle pagine web del
sito internet contestato e che continua ad essere utilizzato nelle altre forme di comunicazione commerciale. Peraltro, è lo stesso titolo della rivista ad apparire confusorio e l’aggiunta del testo
“Organo indipendente” non chiarisce che Il Giornale dei Carabinieri non è l’organo ufficiale dell’Arma dei Carabinieri ma solo una rivista di settore specializzata in problematiche su tali forze militari. Quanto alle modifiche del sito internet, esse sono molto marginali e non eliminano alcuno dei profili di ingannevolezza contestati. Sussiste peraltro un interesse all’accertamento dell’ingannevolezza dei messaggi pubblicitari in esame.


36. Alla luce degli elementi acquisiti nel corso dell’istruttoria, i messaggi pubblicitari diffusi da Main Force integrano una violazione degli artt. 1, 2 e 3 del Decreto Legislativo 2 agosto 2007, n. 145 e degli artt. 20 e 21 del Codice del Consumo, nella misura in cui sono idonei ad indurre in errore i destinatari, pregiudicandone il comportamento economico, facendo loro intendere che la rivista in questione promani dall’Arma dei Carabinieri o sia ad essa collegata.


VII. QUANTIFICAZIONE DELLA SANZIONE

37. Ai sensi dell’art. 8, comma 9, del Decreto, con il provvedimento che vieta la diffusione della pubblicità, l’Autorità dispone l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 500.000 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione.
In ordine alla quantificazione della sanzione deve tenersi conto, in quanto applicabili, dei criteri individuati dall’art. 11 della legge n. 689/81, in virtù del richiamo previsto all’art. 8, comma 13, del Decreto: in particolare, della gravità della violazione, dell’opera svolta dall’impresa per eliminare o attenuare l’infrazione, della personalità dell’agente, nonché delle condizioni
economiche dell’impresa stessa.


38. Con riguardo alla gravità della violazione, nella fattispecie in esame si tiene conto, per un verso, della dimensione economica del professionista, un operatore di piccole dimensioni, e, per
altro verso, della potenziale capacità di penetrazione dei messaggi stessi, che in ragione delle modalità di diffusione (Internet) sono suscettibili di raggiungere un ampio numero di destinatari.


39. Per quanto riguarda la durata della violazione, dagli elementi disponibili in atti risulta che la pubblicità è stata diffusa tramite il sito Internet del professionista (www.nds.it) almeno a partire da gennaio 2011 ed è tuttora in corso (sia pure con le modifiche introdotte nel corso del presente procedimento).


40. Sulla base di tali elementi, si ritiene di determinare l’importo base della sanzione amministrativa pecuniaria applicabile alla società Main Force S.r.l. nella misura di 10.000 € (diecimila euro).


RITENUTO,

 pertanto, in conformità al parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che i messaggi in esame risultano ingannevoli ai sensi degli artt. 1, 2 e 3 del Decreto Legislativo n. 145/07 e degli artt. 20 e 21 del Codice del Consumo, in quanto idonei a indurre in errore i destinatari pregiudicandone il comportamento economico, facendo loro intendere che la rivista in questione promani dall’Arma dei Carabinieri;

DELIBERA


a) che i messaggi pubblicitari descritti al punto II del presente provvedimento, diffusi dalla società Main Force S.r.l., costituiscono, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pubblicità ingannevole ai sensi degli artt. 1, 2 e 3 del Decreto Legislativo n. 145/07, e una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20 e 21 del Codice del Consumo, vietando l’ulteriore diffusione in futuro di messaggi e pratiche commerciali di contenuto analogo;


b) di irrogare alla società Main Force S.r.l. una sanzione amministrativa pecuniaria di 10.000 € (diecimila euro);


c) che il professionista comunichi all’Autorità, entro il termine di trenta giorni dalla notifica del presente provvedimento, le iniziative assunte in ottemperanza alla diffida di cui al punto a).


La sanzione amministrativa di cui alla precedente lettera b) deve essere pagata entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento, utilizzando l’allegato modello F24 con elementi identificativi, di cui al Decreto Legislativo n. 241/1997. Tale modello può essere
presentato in formato cartaceo presso gli sportelli delle banche, di Poste Italiane S.p.A. e degli Agenti della Riscossione. In alternativa, il modello può essere presentato telematicamente, con addebito sul proprio conto corrente bancario o postale, attraverso i servizi di home banking e CBI messi a disposizione dalle banche o da Poste Italiane S.p.A., ovvero utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, disponibili sul sito internet
www.agenziaentrate.gov.it.


Ai sensi dell’art. 37, comma 49, del decreto legge n. 223/2006, i soggetti titolari di partita IVA, sono obbligati a presentare il modello F24 con modalità telematiche.


Decorso il predetto termine, per il periodo di ritardo inferiore a un semestre, devono essere corrisposti gli interessi di mora nella misura del tasso legale a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino alla data del pagamento. In caso di ulteriore ritardo nell’adempimento, ai sensi dell’art. 27, comma 6, della legge n. 689/81, la somma dovuta per la sanzione irrogata è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino a quello in cui il ruolo è trasmesso al concessionario per la riscossione; in tal caso la maggiorazione assorbe gli interessi di mora maturati nel medesimo periodo. Dell’avvenuto pagamento deve essere data immediata comunicazione all’Autorità attraverso l’invio di copia del modello attestante il versamento effettuato.


Ai sensi dell’art. 8, comma 12, del Decreto, in caso di inottemperanza alla presente delibera l’Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorità può disporre la sospensione dell'attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.


Il presente provvedimento verrà notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in considerazione della natura dell'illecito e per assicurare al pubblico la più ampia conoscenza della propria attività istituzionale.

Avverso il presente provvedimento può essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi dell'art. 135, comma 1, lettera b), del Codice del processo amministrativo (Decreto Legislativo 2 luglio 2010, n. 104), entro sessanta giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso, fatti salvi i maggiori termini di cui all’art. 41, comma 5, del Codice del processo amministrativo, ovvero può essere proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ai sensi dell’art. 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, entro il termine di centoventi giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso.


IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Chieppa


IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

Delle problematiche denunciate dal provvedimento dell’AGCM si era già interessata Striscia La Notizia.

Infatti, cliccando qui si accederà ad una pagina del format satirico del 6 dicembre 2011 che, al suo interno, reca un video dal titolo "capitano Fabio e appuntato Mingo", su cui si dovrà ulteriormente cliccare. L'interessante ed esilarante video, alla fine, registra una telefonata  la cui voce dell’interlocutore apparirà riconoscibile da chi ha trattato con quella persona.

In conclusione, si ritiene che il provvedimento emanato dall’AGCM, appaia condivisibile, anche se la sanzione amministrativa pecuniaria di € 10.000 (diecimila) appare assai blanda. Meglio sarebbe stata l’irrogazione del pagamento di una somma di almeno € 30.000 (trentamila), poiché l’entità sarebbe stata tale da assicurare la memorabilità del provvedimento e scoraggiare, quindi, eventuali comportamenti scorretti per il futuro.

Attualmente la denominazione “Giornale dei Carabinieri” è stata cambiata in “Giornale per i Carabinieri”.

In caso di pubblicazione, è necessaria la citazione della fonte, dopo aver chiesto l’autorizzazione dell’autore.

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